Nel quadro normativo europeo e italiano, la carta raccolta e selezionata per essere reimmessa nel ciclo produttivo assume lo status di materia prima secondaria. Questa distinzione è rilevante: il macero certificato non è classificato come rifiuto ma come prodotto commerciale soggetto a regole di mercato, con prezzi che variano in funzione della qualità, della domanda industriale e delle condizioni logistiche.

Carta igienica prodotta da fibra riciclata
Rotoli di carta igienica prodotti da fibra riciclata. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

Cosa si intende per materia prima secondaria

Il concetto di materia prima secondaria (MPS) indica un materiale ottenuto dal trattamento di rifiuti che ha raggiunto, al termine del processo di recupero, caratteristiche tali da poter essere impiegato direttamente come sostituto di materie prime vergini. Per la carta, la normativa di riferimento a livello europeo è il regolamento End of Waste, che definisce le condizioni alle quali un rifiuto cessa di essere tale.

In Italia, il decreto ministeriale che recepisce i criteri End of Waste per la carta stabilisce i parametri qualitativi — contenuto di umidità massimo, percentuale di impurità ammessa, assenza di sostanze pericolose — che il macero deve rispettare per essere considerato MPS e commercializzato come tale.

La norma EN 643 e le categorie di macero

La classificazione europea del macero di carta segue la norma EN 643 (European List of Standard Grades of Recovered Paper and Board), periodicamente aggiornata. Questa norma identifica oltre cinquanta categorie distinte, raggruppate in cinque grandi classi:

  • Gruppo 1 — Carte ordinarie: giornali, riviste e miscele di carta per usi comuni. Categoria di base, ampiamente disponibile.
  • Gruppo 2 — Carte medie: carte da ufficio e simili, con specifiche più elevate sulla pulizia.
  • Gruppo 3 — Carte di alta qualità: carta bianca da ufficio, ritagli di tipografia, carte patinate di elevata purezza.
  • Gruppo 4 — Carta kraft e cartone: sacco, cartone ondulato non patinato, cartone grezzo.
  • Gruppo 5 — Carte speciali: cartone per bevande (Tetra Pak), carte con contenuto di fibra mista, macero di qualità inferiore.

La norma EN 643 è disponibile presso gli enti nazionali di normazione. In Italia, l'ente di riferimento è UNI (Ente Italiano di Normazione). I commercianti di macero e le cartiere fanno riferimento a questa classificazione nei contratti di fornitura.

Il mercato del macero in Italia

Il macero di carta è una commodity il cui prezzo dipende dall'equilibrio tra domanda delle cartiere e offerta generata dalla raccolta differenziata. L'Italia è tra i principali paesi europei per volume di carta raccolta e riciclata, con una capacità produttiva di carta riciclata concentrata in alcune aree geografiche specifiche.

I distretti cartari italiani

Il distretto di Lucca è tradizionalmente il più importante d'Italia per la produzione di carta tissue (fazzoletti, carta igienica, carta per uso domestico e professionale). Le cartiere lucchesi lavorano prevalentemente fibra riciclata per la produzione tissue, rendendosi dipendenti dalla disponibilità e qualità del macero nazionale e dall'importazione dall'estero.

Il distretto di Fabriano (AN), storicamente legato alla carta fine, ha orientato parte della produzione verso carte speciali e per uso grafico. Il Veneto e il Friuli ospitano importanti cartiere specializzate in cartone ondulato da imballaggi, grandi consumatori di macero di cartone.

Dinamiche di prezzo

Il prezzo del macero è soggetto a variazioni significative legate a fattori strutturali e congiunturali. Tra i fattori strutturali vi è l'evoluzione della domanda di carta da imballaggio — che tende a crescere con lo sviluppo dell'e-commerce — e la riduzione progressiva dei consumi di carta da stampa e giornali, che comprime l'offerta di alcune categorie di macero pregiato.

Tra i fattori congiunturali, le politiche di importazione dei paesi asiatici — in passato grandi acquirenti di macero europeo — hanno influenzato i prezzi in modo significativo. A partire dal 2018, la Cina ha fortemente ridotto le importazioni di rifiuti, incluso il macero di bassa qualità, spingendo gli operatori europei a rafforzare le capacità di selezione e depurazione interna per valorizzare il macero sul mercato domestico.

Sbocchi industriali della fibra riciclata

La fibra cellulosica ottenuta dal riciclo trova impiego in un ampio spettro di prodotti finali, con caratteristiche diverse a seconda del grado di purezza e del trattamento subito:

  • Cartone ondulato per imballaggi: è il principale sbocco del macero italiano e europeo. Richiede macero di cartone di buona qualità ma tollera percentuali moderate di impurità.
  • Carta tissue: fabbisogno elevato di fibra con specifiche di purezza più stringenti. Il processo di deinking è indispensabile per ottenere carta bianca o grigio chiaro.
  • Carta da stampa e da ufficio: la fibra riciclata può essere incorporata in percentuali variabili, ma la resa ottica e la stampabilità pongono limiti tecnici al contenuto massimo di riciclato.
  • Cartoncino per imballaggi: scatole pieghevoli, astucci farmaceutici, imballaggi alimentari secondari.
  • Pannelli isolanti in cellulosa: la fibra di giornale finemente sminuzzata trova impiego come isolante termico e acustico nell'edilizia, in un processo produttivo che richiede materie prime con specifiche diverse da quelle della cartiera tradizionale.

Aspetti ambientali della filiera MPS

La sostituzione di fibra vergine con fibra riciclata riduce il consumo di legno come materia prima e comporta generalmente un minor consumo di acqua ed energia nei processi di produzione, sebbene l'entità del vantaggio dipenda in modo rilevante dalla tipologia di carta prodotta e dalle specificità dell'impianto.

Il trasporto del macero dalle piattaforme di selezione alle cartiere incide sul bilancio ambientale complessivo: la logistica dei rifiuti e delle materie prime secondarie rappresenta una componente significativa del ciclo di vita. Per questo motivo, la prossimità geografica tra aree di raccolta e distretti cartari è considerata un elemento favorevole nell'analisi della filiera.

Riferimenti