In Italia il riciclo della carta è organizzato secondo una filiera strutturata che coinvolge enti municipali, piattaforme di selezione, commercianti di macero e cartiere. Il risultato finale è la produzione di nuova carta o cartone partendo da fibre già utilizzate, riducendo il consumo di fibra vergine e di risorse idriche ed energetiche rispetto alla produzione tradizionale.

Impianto di riciclo della carta con balle di macero
Impianto di riciclo con balle di carta compresse. Fonte: Wikimedia Commons, CC0.

Dalla raccolta al macero: la prima fase

Il percorso inizia con la raccolta differenziata organizzata dai comuni. Nei sistemi a cassonetto stradale, i cittadini conferiscono carta e cartone in contenitori dedicati, solitamente di colore blu o bianco a seconda del gestore locale. La raccolta porta a porta, diffusa soprattutto nei comuni medio-piccoli del Centro-Nord, prevede invece il ritiro diretto presso le abitazioni con frequenza settimanale o bisettimanale.

Una volta raccolto, il materiale viene trasportato alle piattaforme di selezione — spesso gestite da consorzi di comuni o operatori privati convenzionati — dove avviene la prima valutazione qualitativa. Qui si separano le diverse tipologie: giornali e riviste, cartone ondulato, carta mista, imballaggi in cartoncino.

Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) coordina la filiera degli imballaggi cellulosici in Italia, operando nell'ambito del sistema CONAI. I dati ufficiali sulla raccolta sono pubblicati sul sito comieco.org.

Selezione, depurazione e pressatura

Nelle piattaforme di selezione, il materiale passa attraverso linee semiautomatiche che lo separano per categoria. Gli operatori rimuovono manualmente o meccanicamente i contaminanti: plastica, metalli, materiali non cellulosici. La presenza di contaminanti oltre determinate soglie riduce il valore del macero e può renderlo non idoneo al riciclo diretto.

Il materiale selezionato e pulito viene compresso in balle di peso variabile — solitamente tra i 400 e gli 800 kg — attraverso presse idrauliche. Le balle vengono poi stoccate nel piazzale della piattaforma in attesa di essere cedute alle cartiere o a commercianti di macero che fungono da intermediari nella filiera.

Le categorie merceologiche del macero

Il macero di carta viene classificato secondo categorie merceologiche standardizzate a livello europeo (norma EN 643). Le principali categorie trattate in Italia includono:

  • 1.01 – Giornali invenduti: quotidiani e periodici non utilizzati, altamente omogenei e di facile lavorazione.
  • 1.02 – Giornali misti: quotidiani e riviste raccolti dalla raccolta differenziata domestica.
  • 1.04 – Carta mista: miscuglio di tipi diversi di carta, con possibile presenza di patinate.
  • 3.01 – Cartone ondulato nuovo: rifilature di produzione, molto pregiato per la purezza delle fibre.
  • 3.03 – Cartone misto usato: imballaggi di cartone ondulato raccolti commercialmente o domesticamente.

Il processo in cartiera

Le balle di macero arrivano alle cartiere, dove il processo di trasformazione avviene in più fasi. Il materiale viene prima immerso in grandi vasche con acqua riscaldata — i cosiddetti pulper — dove la mescolazione meccanica sfalda le balle e separa le fibre cellulosiche, creando una sospensione acquosa chiamata "pasta di carta".

La pasta passa poi attraverso diverse fasi di depurazione: sistemi cicloidali rimuovono le particelle pesanti (sabbia, vetro, metalli), mentre la flottazione con aria e schiuma separa gli inchiostri e le particelle leggere in un processo chiamato deinking. Non tutte le cartiere effettuano il deinking: alcune lavorano macero non depurato per produrre carta da imballaggio o cartone grezzo, dove il colore finale non è determinante.

Dalla pasta al foglio

La pasta depurata viene diluita ulteriormente e distribuita su una tela in movimento — la tavola piana — dove l'acqua viene progressivamente eliminata per drenaggio e pressatura. Il foglio ancora umido passa attraverso una serie di cilindri essiccatori riscaldati a vapore, fino a raggiungere il livello di umidità finale previsto per il tipo di carta prodotto.

Il foglio essiccato viene arrotolato in bobine madri di grande diametro, successivamente tagliate in formati commerciali. Alcuni tipi di carta riciclata ricevono trattamenti superficiali — calandrie, rivestimenti a base acqua — per migliorare la stampabilità o la resistenza meccanica.

Prodotti ottenuti dal riciclo

La carta riciclata in Italia viene impiegata in diversi segmenti produttivi. Il cartone ondulato per imballaggi rappresenta la quota maggiore: le cartiere del distretto lucchese e di altre aree del Nord-Est producono cartone ondulato prevalentemente da fibra riciclata. Anche la carta tissue — fazzoletti, carta igienica, carta asciugamani — può essere prodotta da fibra riciclata, sebbene il processo di deinking richieda standard qualitativi più elevati rispetto al cartone.

Carta da stampa e da ufficio di qualità elevata può incorporare percentuali variabili di fibra riciclata, ma le specifiche tecniche della resa cromatica e della resistenza limitano spesso la quota massima ammissibile. La carta patinata di alta qualità, invece, utilizza prevalentemente fibra vergine per ragioni tecniche legate alla finitura superficiale.

Riferimenti